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Ukulele fuori dagli schemi: sopranino, basso, resonator, banjolele e guitalele

Alcuni strumenti sfuggono alle classificazioni standard. Né soprano, né concerto, né tenore, né baritono: i modelli qui raccolti esulano dai quattro formati comuni per il loro registro sonoro, per la loro costruzione o per la configurazione delle corde. Non si tratta di curiosità da vetrina. Sono strumenti dalla costruzione ben definita, con caratteristiche tecniche precise, usi documentati e acquirenti che sanno esattamente cosa stanno cercando. Questa guida vi aiuta a capire cosa offre concretamente ogni tipo, in quali contesti è pertinente e cosa distingue un modello ben costruito da un modello gadget.

Il sopranino: formato estremo, scala corta, tensione minima

Il sopranino misura generalmente tra i 43 e i 45 cm di lunghezza totale, con una lunghezza della scala di circa 310 mm, ovvero circa 40 mm in meno rispetto a un soprano standard. Questa riduzione non è irrilevante: la tensione delle corde Aquila Nylgut calibrate per questo formato diminuisce sensibilmente, il che rende lo strumento quasi incontrollabile senza una regolazione precisa dell’azione al 12° tasto (idealmente tra 2,2 e 2,5 mm sul lato del fuso). Il sopranino è accordato una quarta sopra il soprano standard (aEBF# o gCEA a seconda dei costruttori), il che gli conferisce un registro acuto incisivo ma limita le diteggiature degli accordi per le mani di dimensioni adulte. È pensato per le mani piccole dei bambini dai 4 ai 6 anni, o per un uso solistico melodico in fingerpicking molto acuto. I modelli di marche come Makala o Mahalo in compensato di tiglio in questo formato fungono da strumenti di avviamento a 40-60 €; produttori come Risa o Flea propongono versioni con corpo solido in ABS o resina per una stabilità dimensionale indipendente dall’umidità, rilevante quando si ha a che fare con una manina che suda.

Il banjolele: membrana tesa, attacco percussivo, proiezione diretta

Il banjolele, o ukulele banjo, sostituisce la tavola armonica in legno con una pelle tesa su un telaio metallico circolare, generalmente in alluminio pressofuso o nichel. Il risultato acustico è radicalmente diverso da quello di un ukulele standard: attacco immediato, sustain breve, proiezione forte e diretta senza cassa di risonanza in legno. Questa caratteristica lo rende perfettamente udibile in un contesto di gruppo o sul palco senza amplificazione, dove un soprano in mogano lamellare si perde non appena entra in gioco uno strumento percussivo. L’accordatura rimane la standard GCEA. Le meccaniche a ingranaggi 18:1 sono indispensabili su questo formato: la pelle risponde istantaneamente alla minima variazione di tensione delle corde, e le meccaniche a frizione di fascia bassa provocano uno scordamento durante l’esecuzione non appena la temperatura sul palco sale. Ortega, Gold Tone e Kala offrono banjolele di discreta qualità tra gli 80 e i 220 €, con pelle in plastica Remo o pelle in pergamena a seconda del prezzo. La pelle in pelle di vitello invecchia meglio con l’umidità variabile e ha un suono più caldo; la pelle in plastica è più stabile ma più dura da suonare. Controllate sistematicamente la regolazione della tensione del cerchio (tiranti della pelle) al momento della ricezione: un tirante allentato sul lato del medaglione produce un suono vuoto e poco definito.

L’ukulele basso: poliuretano, registro grave, lunghezza della scala 510 mm

L’ukulele basso utilizza corde in poliuretano (U-Bass) o in silicone filato, una tecnologia sviluppata da Road Toad Music e resa popolare da Kala. La sua lunghezza d’onda è di circa 500-520 mm per un corpo di tipo baritono o concerto allungato, ed è accordato EADG come un contrabbasso o un basso elettrico, ma in un registro grave completo con corde ad altissima elasticità. Il suono prodotto è simile a quello di un contrabbasso con tasti: attacco rotondo, gravi presenti, sustain moderato. Il comportamento delle corde in poliuretano è particolare: si attaccano leggermente alle dita in condizioni di umidità, non sopportano il plettro (usura rapida e suono aggressivo) e richiedono un rodaggio di 10-15 ore di suono per stabilizzarsi nell’intonazione. L’U-Bass è essenzialmente utile come contrabbasso portatile, per i bassisti che viaggiano o per gli ensemble da camera che cercano un suono grave senza ingombro. Il Kala U-Bass Journeyman con corpo in mogano lamellare e tavola in abete costituisce il modello di riferimento accessibile a 350-400 €; al di sotto di questo prezzo, le meccaniche e il capotasto generalmente non sono sufficienti a mantenere l’intonazione su tutto il manico.

Il guitalele: sei corde, accordatura da chitarra trasposta, lunghezza della scala 430 mm

Il guitalele è uno strumento a 6 corde con una lunghezza della scala di circa 430 mm, accordato in ADGCEa (ovvero una chitarra standard con un capotasto fisso al quinto tasto). Suona le stesse forme di accordi di una chitarra ma produce un registro trasposto di una quarta verso l’acuto. Non è un ukulele: utilizza corde di nylon con tensioni adatte alla lunghezza ridotta della scala (Savarez o D’Addario Pro Arte tagliate su misura), e il suo timbro è più simile a quello di una chitarra requinto o di una chitarra da viaggio che a quello di un ukulele standard. Lo Yamaha GL1, a meno di 100 €, rimane il punto di riferimento entry-level in questo formato con un corpo in meranti/fibra che resiste alle variazioni climatiche del trasporto. Per un musicista che padroneggia già la chitarra e cerca uno strumento compatto senza dover ricominciare da zero con l’apprendimento, è la scelta più logica in questa categoria. Per chi inizia con l’ukulele, è inutilmente complesso: 6 corde da pizzicare su una scala corta rappresentano una sfida di intonazione in più senza alcun vantaggio didattico immediato.

Criteri di selezione per i formati atipici

Sopranino: verificare l’azione al 12° tasto (2,2 mm di corda), compatibilità delle corde di ricambio con la lunghezza della scala di 310 mm, meccaniche a ingranaggio se possibile
Banjolele: tipo di pelle (Remo in plastica o pergamena), meccaniche a ingranaggi 18:1 obbligatorie, regolazione dei tiranti del cerchio da verificare al ricevimento, finitura in nichel vs cromo (il nichel si ossida meno)
U-Bass: materiale delle corde (poliuretano Road Toad o silicone filato), elettronica integrata se utilizzato dal vivo, capotasto Graph Tech o in osso per la stabilità dell’intonazione, richiede un amplificatore per basso separato non appena si suona in gruppo
Guitalele: lunghezza della scala minima 420 mm per un comfort di esecuzione da adulto, corde in nylon compatibili con il formato corto, meccaniche a ingranaggi 1:14 minimo per le 6 corde

Questi strumenti non sono acquisti d’impulso. Ciascuno risponde a un’esigenza funzionale precisa: il sopranino per i bambini piccoli o per i registri acuti estremi, il banjolele per la proiezione del suono senza amplificazione e il suono folk percussivo, l’U-Bass per i bassi compatti in viaggio o in un ensemble acustico, il guitalele per il chitarrista che vuole uno strumento da zaino senza dover reimparare. Acquistarne uno senza averne identificato l’uso significa ritrovarsi con uno strumento che suona bene per una settimana e rimane nella custodia per le successive.

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