
Elettrico - inclassificabile
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Gold Tone BU-1
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Risa uke-432 wp tenore
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Ukulele elettrico Risa LP-style Deluxe
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Ukulele elettrico Risa T-Style
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Gold Tone Resouke Maple T
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Ukulele elettrico Risa LP-Style Deluxe
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Magic Fluke – Firefly™ Concert Walnut
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Flight Iris Tenor 8 corde
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Flight Pioneer Tenor Cherry Red
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Kala ATP CTG-6 corde tenore
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Kala KA-8 Tenore a 8 corde
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Kala KA-8E Tenore 8 corde elettroacustico
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Kala KA-SLNG soprano long-neck
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Kala sb-aca-t solid body tenor
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Kala Solid Body Striped Ebony Tenor
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Magic Fluke Firefly Tenor
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Makala mk-8 tenore a 8 corde
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Ohana CK-35G-5 Concert 5 corde
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Ohana TK-35G-5 Tenore a 5 corde
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Risa uks363mp soprano
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Risa uks432le tenor limited edition
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Ukulele tahitiano Asonu a 6 corde
Ukulele elettrici fuori dagli schemi: solid body, resonator amplificati e ibridi a corde pizzicate
Alcuni strumenti si rifiutano di rientrare negli schemi. Un ukulele solid body in mogano massiccio senza cassa di risonanza, un resofonico in acciaio con pickup integrato, un otto corde doppie collegato a un preamplificatore da palco: nessuno di questi strumenti risponde ai criteri abituali del soprano, del concerto o del tenore acustico. Questa categoria raggruppa proprio quelle configurazioni elettriche che sfuggono ai formati standard, sia per la loro costruzione, sia per la loro amplificazione nativa, sia per la loro liuteria ibrida. Si tratta di strumenti da palco, da sperimentazione o da sonorità ricercate, non di punti di ingresso per principianti.
Costruzione solid body: zero cassa, zero compromessi acustici
Un ukulele solid body non mira a proiettare il suono acusticamente. Il corpo, spesso in ontano, mogano massiccio o frassino a seconda del produttore, funge da supporto meccanico per i microfoni e la meccanica, non da cassa di risonanza. Conseguenza diretta: il feedback sul palco è quasi inesistente anche ad alto guadagno, mentre un ukulele elettroacustico con cassa cava inizia a fare feedback già a 85 decibel di ritorno. Per un musicista che suona sul palco con un potente monitor o davanti a un amplificatore inclinato, è una differenza concreta e non trascurabile. La lunghezza della scala su questi modelli varia a seconda del formato di riferimento adottato dal produttore: alcuni riprendono la scala tenore di 432 mm, altri propongono configurazioni proprietarie intorno ai 380-400 mm. Verificare questo punto prima dell’acquisto condiziona direttamente la scelta delle corde di ricambio, in particolare quelle in fluorocarbonio o in nylgut rinforzato.
Ukulele resofonici con pickup: la proiezione meccanica incontra l’amplificazione
L’ukulele risonante funziona secondo lo stesso principio della sua controparte chitarristica: un cono metallico in alluminio o acciaio inossidabile amplifica meccanicamente le vibrazioni delle corde prima di qualsiasi intervento elettronico. Collegato tramite un pickup piezoelettrico posizionato sotto il cono o al capotasto, offre una risposta transitoria molto marcata, con un attacco all’inizio della nota nettamente più definito rispetto a un modello elettroacustico con tavola in abete. Il suono risultante è particolarmente adatto agli stili che richiedono una forte articolazione: fingerpicking blues, slide su corde pizzicate corte, slap. La finitura del cono è importante: un cono nichelato o cromato mantiene l’accordatura più stabile al variare della temperatura rispetto a un cono in ottone non trattato, che si dilata maggiormente. Questi strumenti supportano corde più pesanti della media senza deformazione del capotasto, a condizione che quest’ultimo sia in vero osso o in Graph Tech TUSQ e non in plastica ABS d’origine.
Ibridi e configurazioni a otto corde amplificate
L’ukulele a otto corde, sia in formato concerto che tenore, raddoppia ogni corda con un’ottava superiore o all’unisono a seconda della scelta del liutaio. Amplificato, produce una trama simile a quella del mandolino elettrico sulle doppie corde all’ottava, o un denso chorus naturale sulle doppie corde all’unisono. Questi strumenti richiedono imperativamente meccaniche a ingranaggi con un rapporto minimo di 14:1, idealmente 18:1: otto corde accordate a mano con meccaniche a frizione in plastica economiche sono un calvario di accordatura che si ripete ogni venti minuti. I modelli che meritano di essere presi in considerazione combinano meccaniche Grover, Gotoh o Schaller, capotasto Graph Tech e pickup piezoelettrico sotto il capotasto con preamplificatore integrato dotato almeno di un equalizzatore a due bande e di un accordatore cromatico di qualità. Collegata a un looper o a un amplificatore acustico a spettro piatto, una chitarra tenore a otto corde amplificata occupa uno spazio sonoro che né la chitarra classica né l’ukulele convenzionale riescono a coprire in modo altrettanto naturale.
Criteri tecnici da verificare prima di qualsiasi acquisto in questa categoria
Tipo di pickup: piezoelettrico sotto il capotasto (suono naturale ma freddo negli acuti), magnetico di tipo single coil adatto alle corde di nylon (raro, suono più caldo), o sistema misto con microfono interno per la miscelazione del segnale
Preamplificatore integrato: verificare la presenza di un accordatore cromatico integrato, di un equalizzatore parametrico o semiparametrico e dell’accesso alla batteria (AA o CR2032 a seconda del modulo) senza smontare lo strumento
Lunghezza della scala misurata in mm: determina la compatibilità delle corde di ricambio (fluorocarbonio Worth, Aquila Super Nylgut, D’Addario Pro-Arte)
Peso lordo: un solid body in mogano massiccio supera facilmente gli 800 grammi con meccaniche in metallo, il che influisce sulla fatica della tracolla durante due ore di esecuzione
Amplificazione e segnale: ciò che un ukulele elettrico inclassificabile richiede davvero
A differenza di un ukulele elettroacustico progettato per un amplificatore acustico a spettro neutro, alcuni strumenti di questa categoria tollerano, o addirittura traggono vantaggio, dal passaggio attraverso un preamplificatore per chitarra elettrica con leggera saturazione o compressione. Un solid body con microfono magnetico reagisce favorevolmente a un compressore ottico all’ingresso del segnale, il che equalizza la dinamica tra le corde gravi e quelle acute e conferisce una coerenza di livello che il piezo sotto il capotasto non può offrire da solo. Al contrario, collegare un ukulele piezoelettrico a un amplificatore valvolare senza attenuatore di feedback significa andare incontro al larsen fin dal primo accordo aperto a volume da concerto. Il cavo jack TRS verso XLR bilanciato su un preamplificatore direct-box elimina questo problema alla radice sul palco.
Questi strumenti sono destinati a musicisti che hanno già una pratica consolidata dell’ukulele o di uno strumento a corde pizzicate, una catena del segnale configurata e un’idea precisa del suono che stanno cercando. Non sostituiscono un ukulele acustico di riferimento: completano un setup esistente o aprono un territorio sonoro che l’acustica da sola non permette di raggiungere.
































